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	<title>Biagio Simonetta</title>
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	<description>Il profumo della verità, l&#039;odore dell&#039;inchiostro</description>
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		<title>Auguri Ilaira</title>
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		<pubDate>Thu, 24 May 2012 15:23:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Biagio Simonetta</dc:creator>
				<category><![CDATA[società e politica]]></category>
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		<description><![CDATA[Ilaria Alpi (Roma, 24 maggio 1961 – Mogadiscio, 20 marzo 1994) Oggi Ilaria Alpi avrebbe compiuto 51 anni. E&#8217; morta per inseguire la verità. Per raccontarla. {lang: 'it'}]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.biagiosimonetta.com/wp-content/uploads/2012/05/ilaria_alpi.jpg" rel="lightbox[337]" title="Ilaria Alpi"><img src="http://www.biagiosimonetta.com/wp-content/uploads/2012/05/ilaria_alpi.jpg" alt="" title="Ilaria Alpi" width="600" height="492" class="aligncenter size-full wp-image-338" /></a></p>
<h5>
<blockquote>Ilaria Alpi (Roma, 24 maggio 1961 – Mogadiscio, 20 marzo 1994)</p></blockquote>
</h5>
<p>Oggi Ilaria Alpi avrebbe compiuto 51 anni. E&#8217; morta per inseguire la verità. Per raccontarla.</p>
<div name="googleone_share_1" style="position:relative;z-index:5;float: right; margin-left: 10px;"><g:plusone size="medium" count="1" href="http://www.biagiosimonetta.com/2012/05/auguri-ilaira/">{lang: 'it'}</g:plusone></div>]]></content:encoded>
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		<title>Don Mico Oppedisano, il venditore di piantine</title>
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		<pubDate>Thu, 24 May 2012 12:35:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Biagio Simonetta</dc:creator>
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		<description><![CDATA[“Don Mico Oppedisano vendeva piantine al mercato. Ma come lo si può paragonare a Totò Riina, come si fa dico io. Oppedisano per un momento storico è stato il capo crimine della ‘ndrangheta ma non faceva affari, era semplicemente il custode delle regole. Era il custode delle 12 tavole della ‘ndrangheta. Chi fa business, chi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.biagiosimonetta.com/wp-content/uploads/2012/05/oppedisano.jpg" rel="lightbox[326]" title="Mico Oppedisano"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-327" title="Mico Oppedisano" src="http://www.biagiosimonetta.com/wp-content/uploads/2012/05/oppedisano-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a></p>
<blockquote>
<h5><em>“Don Mico Oppedisano vendeva piantine al mercato. Ma come lo si può paragonare a Totò Riina, come si fa dico io. Oppedisano per un momento storico è stato il capo crimine della ‘ndrangheta ma non faceva affari, era semplicemente il custode delle regole. Era il custode delle 12 tavole della ‘ndrangheta. Chi fa business, chi fa affari nella ‘ndrangheta, non vende piantine e non gioca a San Luca con Osso, Mastrosso e Carcagnosso”.</em></h5>
<h5 style="text-align: right;"><em></em><span style="text-align: right;">Nicola Gratteri<br />
maggio 2012</span></h5>
</blockquote>
<div name="googleone_share_1" style="position:relative;z-index:5;float: right; margin-left: 10px;"><g:plusone size="medium" count="1" href="http://www.biagiosimonetta.com/2012/05/don-mico-oppedisano-il-venditore-di-piantine/">{lang: 'it'}</g:plusone></div>]]></content:encoded>
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		<title>Si chiamava Placido. Placido Rizzotto</title>
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		<pubDate>Thu, 24 May 2012 09:58:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Biagio Simonetta</dc:creator>
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		<description><![CDATA[In ricordo di Placido Rizzotto, sindacalista ucciso da Cosa Nostra perché sognava una Sicilia migliore. &#160; &#160; &#160; Da Wikipedia: Nacque a Corleone da Giovanna Moschitta e Carmelo Rizzotto. Primo di sette figli, perse la madre quando era ancora bambino. In seguito all&#8217;arresto del padre, con l&#8217;accusa di far parte di un&#8217;associazione mafiosa, fu costretto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.biagiosimonetta.com/wp-content/uploads/2012/05/placido-rizzotto.jpg" rel="lightbox[321]" title="Placido Rizzotto"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-322" title="Placido Rizzotto" src="http://www.biagiosimonetta.com/wp-content/uploads/2012/05/placido-rizzotto-150x150.jpg" alt="Placido Rizzotto" width="150" height="150" /></a>In ricordo di Placido Rizzotto, sindacalista ucciso da Cosa Nostra perché sognava una Sicilia migliore.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Da Wikipedia:</p>
<blockquote><p>Nacque a Corleone da Giovanna Moschitta e Carmelo Rizzotto. Primo di sette figli, perse la madre quando era ancora bambino. In seguito all&#8217;arresto del padre, con l&#8217;accusa di far parte di un&#8217;associazione mafiosa, fu costretto ad abbandonare la scuola per occuparsi della famiglia. Durante la seconda guerra mondiale prestò servizio nel Regio Esercito sui monti della Carnia, in Friuli Venezia Giulia, con il grado di caporale prima, di caporal maggiore poi e infine di sergente. Dopo l&#8217;8 settembre si unì ai partigiani delle Brigate Garibaldi come socialista.<br />
Rientrato a Corleone al termine della guerra, iniziò la sua attività politica e sindacale. Ricoprì l&#8217;incarico di Presidente dei reduci e combattenti dell&#8217;ANPI di Palermo e quello di segretario della Camera del lavoro di Corleone. Fu esponente di spicco del Partito Socialista Italiano e della CGIL. Venne rapito nella serata del 10 marzo 1948, mentre andava da alcuni compagni di partito, e ucciso dalla mafia per il suo impegno a favore del movimento contadino per l&#8217;occupazione delle terre. Mentre veniva assassinato, il pastorello Giuseppe Letizia assistette al suo omicidio di nascosto e vide in faccia gli assassini e per questo venne ucciso con un&#8217;iniezione letale fattagli dal boss e dottore Michele Navarra, il mandante del delitto di Placido Rizzotto.<br />
Le indagini sull&#8217;omicidio furono condotte dall&#8217;allora capitano dei Carabinieri Carlo Alberto Dalla Chiesa. Sulla base degli elementi raccolti dagli inquirenti, vennero arrestati Vincenzo Collura e Pasquale Criscione che ammisero di aver preso parte al rapimento di Rizzotto in concorso con Luciano Liggio. Grazie alla testimonianza di Collura fu possibile ritrovare alcune tracce del sindacalista ma non il corpo, che era stato gettato da Liggio nelle foibe di Rocca Busambra, nei pressi di Corleone. Criscione e Collura, insieme a Liggio che rimase latitante fino al 1964, furono assolti per insufficienza di prove, dopo aver ritrattato la loro confessione in sede processuale.<br />
Il 9 marzo 2012 l&#8217;esame del DNA, comparato con quello estratto dal padre Carmelo Rizzotto, morto da tempo e riesumato per questo scopo, ha confermato che i resti trovati il 7 settembre 2009 presso le foibe di Rocca Busambra a Corleone appartengono a Placido.<br />
Il 16 marzo 2012 il Consiglio dei Ministri ha deciso i Funerali di Stato per Placido Rizzotto, svolti il 24 maggio 2012 alla presenza del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.</p></blockquote>
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		<title>Ecco come Repubblica bacchettava Falcone</title>
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		<pubDate>Wed, 23 May 2012 14:32:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Biagio Simonetta</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Scrive Paride Leporace su Cadoinpiedi: Il quotidiano Repubblica che oggi fa cassa in edicola con le memorie di Falcone stranamente, fece recensire il monumentale libro-intervista &#8220;Cose di cosa nostra&#8221; al sovietologo e inviato internazionale, Sandro Viola che non si sa per quale motivo scrisse: &#8220;&#8230;scorrendo il libro s&#8217;avverte (anche per il concorso d&#8217;una intervistatrice adorante) [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Scrive Paride Leporace su <a href="http://www.cadoinpiedi.it/2012/05/23/falcone_il_magistrato_che_non_piaceva_a_molti.html#anchor" target="_blank">Cadoinpiedi</a>:</p>
<blockquote><p><em>Il quotidiano Repubblica che oggi fa cassa in edicola con le memorie di Falcone stranamente, fece recensire il monumentale libro-intervista &#8220;Cose di cosa nostra&#8221; al sovietologo e inviato internazionale, Sandro Viola che non si sa per quale motivo scrisse: &#8220;&#8230;scorrendo il libro s&#8217;avverte (anche per il concorso d&#8217;una intervistatrice adorante) proprio questo: l&#8217;eruzione d&#8217;una vanità, d&#8217;una spinta a descriversi, a celebrarsi, come se ne colgono nelle interviste del ministro De Michelis o dei guitti televisivi&#8230;&#8221;. Stranamente nell&#8217;archivio elettronico del giornale diretto da Ezio Mauro non si trova traccia di questo celebre scivolone che chiedeva a Falcone di abbandonare la magistratura.</em></p></blockquote>
<p>Ed ecco l&#8217;articolo di Sandro Viola contro Giovanni Falcone:</p>
<p><a href="http://www.biagiosimonetta.com/wp-content/uploads/2012/05/falcone_rep.jpg" rel="lightbox[315]" title="falcone_rep"><img class="aligncenter size-large wp-image-316" title="falcone_rep" src="http://www.biagiosimonetta.com/wp-content/uploads/2012/05/falcone_rep-394x1024.jpg" alt="Clicca per ingrandire" width="394" height="1024" /></a></p>
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		<title>Ma la Mafia non era solo al Sud?</title>
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		<pubDate>Wed, 23 May 2012 11:25:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Biagio Simonetta</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ma la mafia non era solo al Sud? Dopo il Comune di Leinì, anche quello di Rivarolo Cavavese è stato sciolto per mafia. Entrambi sono in Piemonte, e in provincia di Torino per la precisione. La &#8216;ndrangheta in Piemonte esiste. Ed è al lavoro. &#160; Il Consiglio dei Ministri ha sciolto, ai sensi della normativa [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.biagiosimonetta.com/wp-content/uploads/2012/05/polizia.jpg" rel="lightbox[307]" title="polizia"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-308" title="polizia" src="http://www.biagiosimonetta.com/wp-content/uploads/2012/05/polizia-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Ma la mafia non era solo al Sud? Dopo il Comune di Leinì, anche quello di Rivarolo Cavavese è stato sciolto per mafia. Entrambi sono in Piemonte, e in provincia di Torino per la precisione. La &#8216;ndrangheta in Piemonte esiste. Ed è al lavoro.</p>
<p>&nbsp;</p>
<blockquote><p>Il Consiglio dei Ministri ha sciolto, ai sensi della normativa antimafia, del Consiglio comunale di Rivarolo Canavese (Torino). Il nome del sindaco, Fabrizio Bertot, 45 anni, eletto nel 2008 per una coalizione di centrodestra, compare nelle intercettazioni dell&#8217;inchiesta &#8216;Minotauro&#8217; della Procura di Torino sulle infiltrazioni mafiose in Piemonte. Nell&#8217;inchiesta e&#8217; coinvolto il direttore generale del Comune, Antonino Battaglia, arrestato per concorso in associazione mafiosa e poi scarcerato. (ANSA).</p></blockquote>
<p>A proposito di &#8216;ndrangheta in Piemonte, consiglio questo video:</p>
<p><iframe src="http://www.youtube.com/embed/DgtgAXy45gw" frameborder="0" width="560" height="315"></iframe></p>
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		<title>Giovanni Falcone, vent&#8217;anni fa</title>
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		<pubDate>Wed, 23 May 2012 07:55:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Biagio Simonetta</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Vent&#8217;anni. Sono passati vent&#8217;anni. A me lo raccontò mio padre, quella sera. Mi disse di Capaci, della bomba, cercando in me un&#8217;attenzione che i miei 11 anni non sapevano prestargli. Vent&#8217;anni da quando l&#8217;Italia ha ucciso Giovanni Falcone, Francesca Morvillo, Vito Schifani, Rocco Dicillo e Antonio Montinaro. Le lamiere accartocciate sotto il terriccio, l&#8217;autostrada Palermo-Trapani [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.biagiosimonetta.com/wp-content/uploads/2012/05/falcone.jpg" rel="lightbox[297]" title="falcone"><img src="http://www.biagiosimonetta.com/wp-content/uploads/2012/05/falcone-300x168.jpg" alt="" title="falcone" width="300" height="168" class="alignleft size-medium wp-image-298" /></a>Vent&#8217;anni. Sono passati vent&#8217;anni. A me lo raccontò mio padre, quella sera. Mi disse di Capaci, della bomba, cercando in me un&#8217;attenzione che i miei 11 anni non sapevano prestargli.<br />
Vent&#8217;anni da quando l&#8217;Italia ha ucciso Giovanni Falcone, Francesca Morvillo, Vito Schifani, Rocco Dicillo e Antonio Montinaro. Le lamiere accartocciate sotto il terriccio, l&#8217;autostrada Palermo-Trapani tagliata in due, sono immagini che poi ognuno di noi ha visto almeno una volta nella vita. La memoria di questo Paese è stata macchiata per sempre, quel 23 maggio del 1992. Vent&#8217;anni fa.<br />
Oggi, a distanza di tutto questo tempo, credo che ricordare Giovanni Falcone sia pericoloso. E lo è perché qualsiasi parola, qualsiasi frase detta o scritta, rischia di diventare banale, davanti alla morte di un uomo così. Per questo, nel giorno del ventennale della sua scomparsa, è forse più importante riflettere su noi stessi, su cosa siamo stati capaci di fare, su come abbiamo utilizzato l&#8217;eredità che Giovanni Falcone ha lasciato ad ognuno di noi.<br />
Nei primi vent&#8217;anni senza Falcone abbiamo fallito. Non siamo stati in grado di migliorare questo Paese, ancora schiavo delle organizzazioni criminali che decidono, impongono. Dobbiamo fare di più. Tutti. Lo dobbiamo ai nostri figli. Lo dobbiamo anche a Giovanni.<br /></p>
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		<title>La figlia del boss e l&#8217;esame univesitario</title>
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		<pubDate>Tue, 22 May 2012 08:53:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Biagio Simonetta</dc:creator>
				<category><![CDATA[calabria]]></category>
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		<description><![CDATA[Negli ultimi anni si è detto troppe volte che la mafia si è evoluta, che i figli dei boss studiano nelle migliori università e si laureano col massimo dei voti. Tanto vale leggere cosa scrive l&#8217;AdnKronos. Magari troviamo una spiegazione&#8230; L&#8217;ex consigliere provinciale di Reggio Calabria Rocco Agrippo, arrestato ieri mattina nell&#8217;operazione &#8216;La falsa politica&#8217;, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" title="Laureato" src="http://www.tafter.it/wp-content/uploads/2012/02/laureato.jpg" alt="" width="75" height="60" />Negli ultimi anni si è detto troppe volte che la mafia si è evoluta, che i figli dei boss studiano nelle migliori università e si laureano col massimo dei voti. Tanto vale leggere cosa scrive l&#8217;AdnKronos. Magari troviamo una spiegazione&#8230;</p>
<p></p>
<blockquote><p>L&#8217;ex consigliere provinciale di Reggio Calabria Rocco Agrippo, arrestato ieri mattina nell&#8217;operazione &#8216;La falsa politica&#8217;, aveva aiutato la figlia del boss di <strong>Marina di Gioiosa Jonica</strong> Rocco Aquino a superare un esame all&#8217;Universita&#8217; della Calabria. E&#8217; quanto emerge dall&#8217;ordinanza di custodia cautelare in cui sono riportate intercettazioni che risalgono al <strong>maggio 2007</strong>. Agrippo parla con tale Gaetano che gli spiega le istruzioni da fornire alla ragazza e dice &#8220;abbiamo predisposto una cosa&#8221;.</p>
<p>La studentessa si sarebbe dovuta presentare nel pomeriggio dell&#8217;indomani nella stanza del professore. &#8220;<strong>Lui non ci sara&#8217; volutamente</strong>&#8220;, spiega Gaetano, e prosegue spiegando che trovera&#8217; invece gli assistenti ai quali dovra&#8217; dire &#8220;ho parlato col professore… devo fare la prova orale&#8221;. Quindi &#8220;ci sara&#8217; una prova pro forma… dopodiche&#8217;… loro sanno che devono fare e chiudono la partita&#8221;. Poi e&#8217; lo stesso Rocco Aquino a ripetere le istruzioni alla figlia per telefono. Alle 15.31 del 14 maggio 2007 la ragazza chiama il padre e gli da&#8217; la bella notizia dell&#8217;esame superato con il massimo dei voti. Lui si complimenta &#8220;auguri figlia… brava&#8221;.</p>
<p>Fonte: <em><em>AdnKronos</em></em></p></blockquote>
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		<title>Le lacrime di Giuseppina Pesce</title>
		<link>http://www.biagiosimonetta.com/2012/05/le-lacrime-di-giuseppina-pesce_rosarno/</link>
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		<pubDate>Mon, 21 May 2012 20:14:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Biagio Simonetta</dc:creator>
				<category><![CDATA[citazioni&dintorni]]></category>
		<category><![CDATA[clan]]></category>
		<category><![CDATA[Giuseppina Pesce]]></category>
		<category><![CDATA[ndrangheta]]></category>
		<category><![CDATA[Rosarno]]></category>

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		<description><![CDATA[«Voglio dare un futuro ai miei figli» Giuseppina Pesce, collaboratrice di giustizia 21 maggio 2012 {lang: 'it'}]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img alt="" src="http://www.ilquotidianoweb.it/resizer.jsp?img=zcVYnplgPUxLGu5PCiSfJlB4hXKShSXx6AJfTeZLeSE%3D&#038;w=300&#038;h=220&#038;maximize=true" title="Giuseppina Pesce" class="alignleft" width="300" height="220" /><br />
<blockquote>
<h4><em>«Voglio dare un futuro ai miei figli»</em></h4>
<p>Giuseppina Pesce, collaboratrice di giustizia<br />
21 maggio 2012
</p></blockquote>
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		<title>La falsa politica. Storie di quotidiana &#8216;ndrangheta</title>
		<link>http://www.biagiosimonetta.com/2012/05/la-falsa-politica-storie-di-quotidiana-ndrangheta/</link>
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		<pubDate>Mon, 21 May 2012 11:08:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Biagio Simonetta</dc:creator>
				<category><![CDATA[calabria]]></category>
		<category><![CDATA[ndrangheta]]></category>
		<category><![CDATA[società e politica]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8216;Ndrangheta e politica sono la stessa cosa, in certe zone della Calabria. Sono i clan a decidere chi farà il consigliere regionale e chi invece resterà fuori. Questo ci ricorda che le organizzazioni criminali hanno il controllo totale di alcuni territori. Stamattina l&#8217;ennesima operazione. b. E&#8217; di 15 persone arrestate il bilancio di una importante [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.biagiosimonetta.com/wp-content/uploads/2012/05/carabinieri.jpg" rel="lightbox[275]" title="&#039;Ndrangheta, arrestato in Spagna esponente clan Molé-Piromalli"><img src="http://www.biagiosimonetta.com/wp-content/uploads/2012/05/carabinieri.jpg" alt="" title="&#039;Ndrangheta, arrestato in Spagna esponente clan Molé-Piromalli" width="283" height="209" class="alignleft size-full wp-image-277" /></a><br />
&#8216;Ndrangheta e politica sono la stessa cosa, in certe zone della Calabria. Sono i clan a decidere chi farà il consigliere regionale e chi invece resterà fuori. Questo ci ricorda che le organizzazioni criminali hanno il controllo totale di alcuni territori. Stamattina l&#8217;ennesima operazione.<br />
b.  </p>
<blockquote><p><em>E&#8217; di 15 persone arrestate il bilancio di una importante operazione avvenuta questa mattina nella Locride contro la ndrina dei Commisso. L&#8217;indagine, denominata &#8216;La Falsa Politica&#8217;, ha permesso di documentare l&#8217;interesse della cosca per le vicende politiche locali svelando l&#8217;esistenza di intrecci tra &#8216;ndrangheta e politica.<br />
Tra le persone arrestate dalla squadra mobile di Reggio Calabria, del Commissariato di Siderno e del Servizio centrale anticrimine di Roma, figurano infatti anche l&#8217;ex consigliere regionale Cosimo Cherubino, l&#8217;ex consigliere provinciale di Reggio Calabria Rocco Agrippo e il consigliere comunale di Siderno Domenico Commisso, la cui presenza all&#8217;interno degli enti territoriali era funzionale agli interessi della cosca mafiosa. A tutti viene contestato il reato di 416 bis ovvero associazione mafiosa. Le indagini sono coordinate dalla Direzione distrettuale antimafia di Reggio Calabria.<br />
Cherubino in carica con la legislatura Loiero, eletto nelle fila dello Sdi, si è ricandidato alle ultime elezioni cambiando casacca (confluito nel Pdl) ma non è stato riconfermato. Anche in passato aveva avuto disavventure giudiziarie per gli intrecci tra politica e &#8216;ndrangheta ma venne assolto al processo. Agrippo, ex consigliere provinciale di Reggio Calabria originario di Maria di Gioiosa Jonica, ha ricoperto il ruolo di assessore al patrimonio fino al luglio 2010. Poi, subito dopo l&#8217;operazione &#8216;Crimine&#8217; in cui in un&#8217;intercettazione si parlava di lui, si dimise per opportunità. In una conversazione veniva indicato come &#8221;un politico piazzato per fare gli interessi altrui&#8221;.<br />
Secondo quanto è emerso, era proprio la cosca a dare il permesso per le candidature. In particolare gli esponenti della politica di Siderno andavano nella lavanderia di Giuseppe Commisso noto come &#8216;il mastro&#8217; per chiedergli &#8221;il permesso di candidarsi&#8221; e per &#8221;racimolare i consensi del clan necessari per la sua elezione&#8221;. Gli investigatori ritengono di avere dimostrato che il Comune di Siderno era &#8221;appannaggio della cosca e solo con il consenso del mastro era possibile candidarsi, con le ovvie conseguenze in termini di libertà di scelta degli amministratori pubblici&#8221;.<br />
Nel corso dell&#8217;attività investigativa è emerso inoltre che gli appartenenti delle cosche mafiose escludevano una propria manifestazione esterna per non compromettere il buon esito delle operazioni elettorali -pena l&#8217;esposizione dei propri candidati a controlli di tipo investigativo- dovendo operare occultamente alle loro spalle. Significative le parole di Giuseppe Commisso &#8216;u mastru&#8217; che ha dato il nome all&#8217;operazione di polizia: &#8221;Gli dobbiamo usare la falsa politica a questi qua&#8230;&#8221;.<br />
AdnKronos</em></p></blockquote>
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		<title>#Brindisi cos&#8217;è? Vogliono disumanizzare il Paese</title>
		<link>http://www.biagiosimonetta.com/2012/05/brindisi-cose-vogliono-disumanizzare-il-paese/</link>
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		<pubDate>Sat, 19 May 2012 16:13:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Biagio Simonetta</dc:creator>
				<category><![CDATA[società e politica]]></category>
		<category><![CDATA[Borsellino. strategia della tensione]]></category>
		<category><![CDATA[Brindisi]]></category>
		<category><![CDATA[Falcone]]></category>
		<category><![CDATA[mafia]]></category>
		<category><![CDATA[Melissa]]></category>
		<category><![CDATA[No Tav]]></category>
		<category><![CDATA[scuola]]></category>
		<category><![CDATA[Stato]]></category>

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		<description><![CDATA[Ho sempre pensato che esistessero delle pareti immaginarie fra il bene e il male. Due blocchi di cemento armato che dividessero le trame delle nostre vite. Il bene da una parte, il male dall&#8217;altra: mai a contatto, sempre distanti. Il bene in un parco giochi, mentre la primavera bacia i fiori e riscalda l&#8217;aria. Il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img alt="bimbi per mano.jpg" src="http://www.cadoinpiedi.it/img/bimbi%20per%20mano.jpg" width="400" height="300" class="mt-image-center" style="text-align: center; display: block; margin: 0 auto 20px;" />
<link rel="image_src" href="http://www.cadoinpiedi.it/img/bimbi%20per%20mano.jpg">
<p>Ho sempre pensato che esistessero delle pareti immaginarie fra il bene e il male. Due blocchi di cemento armato che dividessero le trame delle nostre vite. Il bene da una parte, il male dall&#8217;altra: mai a contatto, sempre distanti. Il bene in un parco giochi, mentre la primavera bacia i fiori e riscalda l&#8217;aria. Il male sepolto in un container carico di cocaina che arriva dal Sudamerica. Il bene nell&#8217;aquilone che vola sua una spiaggia, in una serata con gli amici, in un libro, in una storia. Il male negli occhi di un assassino in fuga, di un disonesto, di un vigliacco. Il bene in una scuola. Una scuola come quella di Brindisi. <br />
E&#8217; intitolata a Giovanni Falcone e Francesca Morvillo, e solo per questo sarei stato orgoglioso di frequentarla. Una scuola del Sud, di Brindisi. Puglia. Periferia. Distanza. </p>
<p>Il 19 maggio rimarrà per sempre nella storia di questo dannato Paese come il giorno della strage di Brindisi. Proprio così, strage. E non solo perché quell&#8217;ordigno avrebbe potuto fare 100 morti anziché uno solo. Ma soprattutto perché <strong>Melissa aveva 16 anni</strong>. E a 16 anni sei un po&#8217; donna e un po&#8217; bambina, ma sai sognare ancora. Anche quest&#8217;Italia che crolla pezzo dopo pezzo. </p>
<p>Disumanizzare il Paese: è questo quello che vogliono. <br />
Chi c&#8217;è dietro l&#8217;attentato di Brindisi? La Mafia, che vent&#8217;anni dopo Capaci ha voluto dar prova della sua intatta potenza? La SCU pugliese, destabilizzata dalle ultime inchieste e dagli arresti? Il terrorismo? Un pazzo? O cos&#8217;altro?<br />
E cosa pensa il ministro Cacellieri che solo qualche giorno fa aveva bollato il movimento No Tav come il pericolo più serio del nostro Paese? <br />
Nei giorni scorsi a Genova hanno gambizzato un amministratore delegato dell&#8217;Ansaldo. Oggi a Brindisi si è sfiorata una tragedia che ricorda l&#8217;Italia di qualche decennio fa.<br />
E ora so soltanto che il male e il bene sono diventati la stessa cosa, alle otto meno un quarto di una mattina di primavera. Una mattina maledetta, prima di entrare a scuola.</p>
<p><a href="https://twitter.com/#!/biagiosimonetta" target="_blank"><img alt="at-twitter.png" src="http://www.cadoinpiedi.it/img/at-twitter.png" width="35" height="35" class="mt-image-left" style="float: left; margin: 0 20px 20px 0;" /> @biagiosimonetta</a></p>
<p></p>
<div name="googleone_share_1" style="position:relative;z-index:5;float: right; margin-left: 10px;"><g:plusone size="medium" count="1" href="http://www.biagiosimonetta.com/2012/05/brindisi-cose-vogliono-disumanizzare-il-paese/">{lang: 'it'}</g:plusone></div>]]></content:encoded>
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